venerdì 14 giugno 2013

CARCERE PER CHI UCCIDE VOLONTARIAMENTE IL CANE CON UN CALCIO.

Nutre astio verso il padrone e gli uccide volutamente il cane con un calcio. Reato di maltrattamento di animali con crudeltà e volontarietà. Nessuna pena sostitutiva a quella detentiva. Carcere per l'autore del fatto. Corte di Cassazione sentenza del 13 Giugno 2013 n. 25899.

martedì 11 giugno 2013

Mutui: il tasso di interesse è usurario anche se la soglia di legge è superata per effetto della mora

La Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 350 del 9.1.2013, ha fissato un importante principio in tema di determinazione dell’usurarietà del tasso d’interesse applicato dagli istituti di credito all’atto della stipula di un contratto di mutuo. Uno degli elementi che contraddistinguono i finanziamenti c.d. onerosi consiste, infatti, nell’obbligo per la beneficiaria di rimborsare il debito assunto, restituendo alla banca mutuante, oltre al capitale, anche una somma per interessi. L’art. 1815, co. 1, c.c., infatti, dispone che “salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante”. Il tasso applicabile deve, però, essere concordato nel rispetto del tetto stabilito trimestralmente dal Ministero del Tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi. Il limite è fissato attraverso la rilevazione del tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari (art. 2, co. 1, L. 7.3.1996, n. 108). Il superamento della soglia di legge configura un illecito penale, punibile ai sensi dell’art. 644, c.p. e rende nulla la clausola contrattuale che ha previsto il tasso, ex art. 1815, co. 2, c.c., giustificando la non debenza degli interessi concordati. La Suprema Corte, con la sentenza in commento, ha precisato che devono intendersi usurari, ai fini dell’applicazione degli artt. 644, c.p., e 1815, c.c., i tassi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono convenuti, a qualunque titolo, quindi anche se relativi ad interessi moratori. Ne deriva che questi ultimi concorrono, insieme agli altri oneri posti a carico della parte mutuataria, alla determinazione del tasso complessivo da rapportare a quello soglia (cfr., in proposito, anche Cass. civ., 4.4.2003, n. 5324). Per stabile se si configura l’usura, occorre avere riguardo al momento in cui gli interessi derivanti dal mutuo sono stati convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente da quando sia richiesto il loro pagamento (art. 1, co. 1, DL 29.12.2000, n. 394, convertito nella L. 28.2.2001, n. 24, recante l’interpretazione autentica della L. 7.3.1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura; al riguardo, cfr., anche Corte Cost., 25.2.2002, n. 29). In conclusione, le clausole contrattuali che stabiliscano tassi d’interesse ordinari e di mora, la cui somma superi il valore soglia ex art. 2, co. 1, L. 7.3.1996, n. 108, sono nulle, senza inficiare il negozio nella sua interezza. Il beneficiario del finanziamento ha, dunque, diritto ad ottenere la restituzione degli interessi già versati o, quantomeno, di quelli corrisposti in misura superiore al dovuto, rimanendo valido il mutuo contratto. L’art. 1419, co. 3, c.c., statuisce, infatti, che “la nullità di singole clausole non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative”.

lunedì 3 giugno 2013

Eternit, condanna di 18 anni per l'imprenditore Schmidheiny

La Corte di Appello di Torino ha ritenuto il manager elvetico responsabile di disastro anche per gli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera. Non luogo a procedere per De Cartier, scomparso il 21 maggio. 30,9 milioni di euro al Comune di Casale Monferrato L'accusa: "Questa sentenza è un sogno che si avvera" - Le reazioni dei familiari delle vittime - Tutti i video sul processo AddThis Email Stampa Articolo E' stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso l'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni. La Corte d'Appello di Torino ha ritenuto il miliardario responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera. Non luogo a procedere per il barone De Cartier - Per quel che riguarda l'altro imputato, il barone belga Louis De Cartier, i giudici si sono pronunciati direttamente per l'assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre hanno dichiarato il non luogo a procedere data la morte dell'imputato per gli altri. La lettura del dispositivo è proseguita con l'elenco dei risarcimenti alle numerose parti civili. 30,9 milioni di euro al Comune di Casal Monferrato - Ammonta a 30,9 milioni di euro la somma che la Corte d'Appello ha accordato al Comune di Casale Monferrato con la sentenza del processo Eternit. Nella città della provincia di Alessandria la multinazionale dell'amianto aveva il suo stabilimento italiano più importante, e il numero delle vittime è più elevato che altrove. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno invece riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro. L'accusa: "Questa sentenza è un inno alla vita" - "Questa sentenza è un inno alla vita, è un sogno che si avvera", è il commento a caldo del pm Raffaele Guariniello, che nella sua requisitoria del marzo scorso aveva chiesto 20 anni per Schmidheiny e per il barone belga Louis De Cartier, poi deceduto alcune settimane fa. Secondo diversi analisti, alla Eternit spa è attribuita, a partire dagli anni Cinquanta, la morte di quasi 3.000 persone - tra operai e abitanti delle zone vicine a quattro stabilimenti italiani. La difesa: "Grande sconcerto" - "Sono indignato", è invece il primo commento di Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny. "Siamo in presenza di una accusa che è cambiata a inizio processo, poi è cambiata in primo grado ed è cambiata ancora in appello. Leggeremo le motivazioni per capire ma la prima reazione è di grande sconcerto", ha concluso il legale che ha confermato il ricorso alla Cassazione. Osservario Amianto: "Sentenza che incoraggia" - Quella di Torino è una "sentenza incoraggia la battaglia delle vittime dei familiari e delle persone oneste per un mondo migliore senza amianto e senza quella sete di profitto cui sacrificare vite umane", è il commento dell'Osservatorio Nazionale Amianto, che annuncia che "proseguirà la sua battaglia per avere giustizia per le altre vittime, quelle di Napoli, come quelle di Siracusa, come di ogni altra parte d'Italia cadute per via delle fabbriche di Eternit li' presenti, cosi' come nei confronti di ogni altro responsabile".